Fratelli Bianchi

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Fratelli Bianchi

Pietra Forte Alberese (colombino), Pietra Serena e Pietra Piazza S. Maria Novella
cave proprie, arredo urbano e pavimentazioni stradali
Via L. da Vinci, 52 - 47026 S.Piero in Bagno (FC) - Italy
Tel. 0543/917663 - Fax 0543/901176 - Cell. 335/6120508 - Bianchi Albino Arch.
E-Mail: albino.bianchi@tin.it - f.llibianchi@alice.it

Piazza Santa Maria Novella Firenze

Titolo dell'opera / Work title
Restauro e riqualificazione di Piazza Santa Maria Novella / Refurbishiment of Santa Maria Novella square
Progetto di / Designed by
Arch. Maurizio Barabesi
Project Manager
Arch. Giuseppe Cini
Collaboratori / Cooperators
Arc. Maria Cantini, Giovanni Cansella, Nicola Curradi, Giuseppe De Grazia, Rodrigo Diodati, Margherita Tricca, Francesca Privitera, Massimo Frosini, Giuseppe Maradei, Sandra Pratesi, Matteo Redi, Claudio Trimarco
Realizzata a / Venue
Firenze
Completata nel / Completion date
Aprile / April 2009
Materiale utilizzato / Material used
Pietra Forte Alberese, Macigno
Azienda lapidea / Stone Company
Fratelli Bianchi snc, Cesena (Forlì)
Consulente per i materiali lapidei / Stone Consultant
Arch. Albino Bianchi

La pietra Alberese (Pietra Forte) proviene dalla cava di Monteriolo situata nel comune di Sarsina nel versante orientale dell’Appennino tosco-emiliano, ed è estratta dal banco arenaceo dello strato “contessa”. Nella cava appaiono evidenti, da subito, la compattezza e la resistenza della pietra che impediscono, anche dopo la sua posa, di deteriorarsi e sfaldarsi.

Arrivare in Piazza S. Maria Novella a Firenze significa, innanzitutto, sostare dinanzi alla omonima Basilica, la cui facciata, di Leon Battista Alberti, è stata recentemente riportata a nuova luce dopo un attento restauro, e non ultimo, dirigersi a sud verso l’altra emergenza monumentale, l’ex “Spedale di San Paolo”. L’ampiezza della piazza, la sua composizione e le emergenze architettoniche fanno percepire lo spazio come piazza rinascimentale e difficilmente si ha I’impressione della sua irregolarità planimetrica tipicamente medievale. Oltre all’uso religioso, nel corso del tempo la piazza ha avuto altri usi popolari, come il calcio in costume o come campo per le “corse dei cocchi” in occasione delle festa del Santo Patrono. II Comune di Firenze, dato il degrado e l’uso improprio che avevano prevalso negli ultimi anni, ha voluto riappropriarsi della piazza restituendole la sua forte connotazione di spazio collettivo. Un convegno organizzato dall’Amministrazione ha offerto importanti contributi affinché il progetto della rinnovata Piazza si articolasse secondo un disegno capace di armonizzarsi con la sua storia e la sua architettura, ispirandosi a Leon Battista Alberti quando, completando la facciata della Basilica, fino ad allora realizzata soltanto nel primo ordine, affermò il principio che il nuovo non deve ignorare il passato e che la nuova e la vecchia architettura si devono fondere in una unica composizione. Nell’intervento di restauro viene sottolineata la visione rinascimentale della piazza mediante una composizione che accentua la visuale prospettica della chiesa e realizza un unico piano di calpestio complanare, sul quale viene mantenuta la memoria del giardino eseguito negli anni quaranta del ‘900 su progetto del paesaggista Pietro Porcinai. Le superfici inerbite diventano cosi parte integrante della pavimentazione in quanto, al pari della bella lastricatura in pietra, sono calpestabili. La scelta della pietra come materiale pavimentale per il restauro e la riqualificazione di Piazza Santa Maria Novella è conseguente alla scelta di mantenere la memoria del giardino, formando il piano di calpestio con due superfici naturali: la pietra ed il prato. La pavimentazione in pietra della piazza è realizzata in pietraforte Albarese estratta nell’Appennino tosco-romagnolo e lavorata a mano con rigature discontinue; il lastrico è posato parallelo alla facciata dell’Alberti con uno spartito scandito da ricorsi di acciaio corten posti ad intervalli regolari. L’installazione nella parte centrale completa la composizione geometrica e formale della piazza, aggiungendo un valore simbolico tale da rafforzane il ruolo nell’incontro e nella comunicazione. Sullo spartito della pavimentazione l’accordo armonico è rappresentato da sette manufatti disposti in armonia: sette panche per sostare ed assaporare emozioni che la piazza offre, oppure per incontrare e parlare con altre persone. Oggi Piazza Santa Maria Novella è una grande piazza della comunità fiorentina, che si connota come spazio della cultura dove convinrono i valori del passato con una forte contemporaneità.